Uno strano segnale silenzioso

Giovanni Pannacci incontra una bimba in una scuola di Ancona

Ieri, noi grandi, richiamati quasi all’unisono da uno strano segnale silenzioso, ci siamo tutti voltati verso un angolo dell’aula, abbiamo sorriso e per qualche secondo siamo stati zitti.

Non so cos’hanno pensato gli altri, io ho pensato alle fantastiche vie di fuga che si inventano i bambini, a come — certe volte — chiudere gli occhi e sognare è un’invincibile forma di resistenza al dolore, alla paura o semplicemente alla noia.

Poi ho ripreso a parlare dei pronomi indefiniti, ma più piano.

— Parole e fotografia di Giovanni Pannacci