Raccontare la comunità di Pennabilli

A giugno di ogni anno — durante il Festival Internazionale di Arti Performative “Artisti in Piazza” — per quattro giorni la piccola città di Pennabilli diventa la capitale dell’arte e dello spettacolo grazie a 50 compagnie internazionali che si esibiscono in non meno di 350 spettacoli, concerti e performance.

Durante l’evento questo antico e bellissimo borgo del Montefeltro, patria elettiva del Maestro Tonino Guerra, si trasforma in un grande teatro all’aperto che vede un’interazione creativa e gioiosa tra gli abitanti, i visitatori — prevenienti da tutta Italia e dall’estero — e artisti che rappresentano decine di nazioni di tutti i continenti.

Per quattro giorni Pennabilli e i suoi abitanti — che sono i veri eroi della storia che andremo a creare — diventano la migliore espressione e metafora di un senso di comunità attivo e fertile, forte della sua identità ma aperto a tutte le diversità.

Obiettivo del laboratorio è rendere tangibile tutto questo attraverso un racconto fotografico da pubblicare in un libro e in un webdoc multimediale.

Programma del laboratorio

  • sulla base dello script e lavorando sul campo — a Pennabilli — insieme ai fotografi di AlterNative Storylab, ogni partecipante realizza le immagini che, seguendo la propria sensibilità ed visione, ritiene più appropriate per dare vita alla storia;
  • le fotografie di tutti i partecipanti vengono confrontate e selezionate: le immagini scelte non saranno necessariamente le più “belle”; saranno invece quelle più utili e adatte a raccontare la storia;
  • le immagini scelte passano alla fase della post-produzione. Qui discuteremo di come apportate le correzioni necessarie (usando il software Adobe Lightroom) seguendo gli standard etici del foto-giornalismo;
  • dopo aver elaborato il design della pubblicazione online che andremo a creare, le immagini vengono assemblate — direttamente sulla piattaforma web — appropriatamente e coerentemente con tutti gli altri elementi che compongono la storia: testi, grafiche, diagrammi, mappe, etc.

Artisti in Piazza  —  Festival Internazionale di Arti Performative

Fin dal ’97, il Festival Internazionale di Arti Performative “Artisti in Piazza” si è contraddistinto come uno dei più importanti festival di arte di strada in programma in Italia attirando di anno in anno sempre più pubblico fino ad arrivare a circa 40.000 presenze (media delle ultime edizioni).

Con il passare del tempo si è evoluto in festival multidisciplinare, ospitando ogni genere di arti performative eseguite nelle vie, piazze, vicoli e giardini del centro storico: esibizioni di musica, performance di teatro, nuovo circo, walking act, clownerie, giocoleria… Completano l’offerta gli stands gastronomici e i ristoratori locali che propongono cucina della tradizione ed etnica, snack, frutta fresca e goloserie.

Una parte del programma è dedicato ai bambini, a cui viene riservato anche lo spazio dell’Orto dei Frutti Dimenticati (creazione del maestro Tonino Guerra) all’interno del quale i bambini possono muoversi in libertà ed assistere a spettacoli e partecipare a laboratori a loro dedicati.

A Pennabilli bisogna lasciarsi trasportare dalla curiosità e girovagare senza meta

Pennabilli (provincia di Rimini) è una città medioevale dell’entroterra di Rimini, situata nella regione storica del Montefeltro, nota anche per le possenti rocche di San Leo, Sassocorvaro e Sant’Agata Feltria.

La Città di Pennabilli nacque nel 1350 dalla fusione di due castelli preesistenti: il prima, “Penna”, che fu culla del leggendario casato dei Malatesta (lo stesso di quel Paolo che con Francesca continua a vivere nei versi della Commedia) e fu così chiamato perché costruito su un appuntito sperone roccioso.

Il secondo, “Billi”, prese il nome di una comunità etrusca, devota al dio del fuoco Bel, o forse stanziata in un luogo aereo, Bil. Il tempo si è portato via i due castelli ma ha lasciato alla città un centro storico molto suggestivo e pregevoli opere d’arte.


Natura e dintorni

Situato a sud dell’Emilia Romagna, al confine con Marche e Toscana, il territorio comunale è inserito nel “Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello”, ed è parte della “Comunità Montana Altavalmarecchia”. E a fare da sfondo alla città, c’è anche il verde e rigoglioso anfiteatro del monte Carpegna e del Fumaiolo, e il largo e sassoso letto del fiume Marecchia cantato anche da Ezra Pound.

Pennabilli nel 2010 ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “Bandiera Arancione” rilasciato dal Touring Club Italiano: questo riconoscimento è il marchio di qualità turistico ambientale destinato alle piccole località dell’entroterra che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità.


Cosa c’è da vedere

Pennabilli, città vescovile dal XVI sec., ospita ben quattro musei: oltre al Museo “I Luoghi dell’Anima” descritto in precedenza, si può visitare il Museo del calcolo “Mateureka”, il “Museo Naturalistico” e il Museo “Il Mondo di Tonino Guerra”.

Il Mateureka  —  Museo del Calcolo posizionato nel settecentesco palazzo del vecchio comune è un museo originale e dinamico dislocato su quattro piani. Il percorso al suo interno si sviluppa attraverso la storia del calcolo, le macchine da calcolo, le idee e i concetti della matematica, l’informatica.

Il museo Il Mondo di Tonino Guerra ospita le idee e le arti del poeta e sceneggiatore, ma è nel contempo sede dell’associazione omonima, centro culturale per corsi e meeting relativi a cinema, poesia ed arte.

In prossimità del centro storico si può visitare il Museo Naturalistico del Parco del Sasso Simone e Simoncello, una delle “porte di accesso” al parco naturalistico di cui Pennabilli è comune integrante; il museo contiene oltre ad una fornita biblioteca informativa sul Parco e le sue caratteristiche ambientali, numerosi diorami che riproducono le specie animali e vegetali rappresentative del territorio.

È possibile inoltre visitare il Teatro Vittoria, tipico teatrino anni ’20 all’italiana con tre ordini di palchi; la Campana di Lhasa e i Ruderi del Castello di Penna: nel punto dominante del Castello di Penna, è posizionata la copia della campana di Lhasa (Tibet), unico reperto rimasto dalla missione in Tibet dei Frati Cappuccini, tra cui Padre Orazio Olivieri da Pennabilli, XVIII sec. Il monumento richiama la tolleranza tra religioni: oltre alla campana espone le tradizionali preghiere tibetane ed è stato inaugurato da Sua Santità il Dalai Lama nel luglio 2005.

Altri luoghi particolarmente suggestivi e interessanti sono le porte d’accesso ai castelli con gli stemmi dei signori Malatesta e Montefeltro, il monastero di clausura delle suore Agostiniane, i torrioni rinascimentali e la fortificazione muraria, la piazzetta delle Are, e gli edifici storici che caratterizzano il centro.

Pennabilli accoglie anche l’importante Mostra Mercato Nazionale dell’Antiquariato, evento organizzato da oltre 40 anni durante l’estate nel mese di luglio.

Le sottili invenzioni poetiche di Tonino Guerra, collocate tra le mura degli edifici, portano nuove emozioni in antichi luoghi

L’importante portavoce di Pennabilli e della valle del “piccolo mare” (dal latino “Marecula”) è stato il Maestro Tonino Guerra (1920–2012) — sceneggiatore dei più grandi film di Fellini, Antonioni, Rosi, i Taviani, Anghelopulos e Tarkovskij — che, stabilitosi a Pennabilli nel 1989, ha ridato vita non solo al paese, ma a tutto il comprensorio, con un vincente connubio tra poesia e territorio.

Così, fanno compagnia al visitatore che si incammini nel borgo, gli alberelli dai pomi dolci e succosi assaporati dei nostri nonni ed oggi non più coltivati se non da collezionisti, ospitati in un loro giardino-museo, l’Orto dei frutti dimenticati; i sei orologi solari dipinti sugli edifici della Strada delle meridiane, che ci ricordano i diversi modi utilizzati in passato per misurare il tempo; le misteriose presenze scultoree che popolano un prato cinto dalle mura di una casa diroccata, il Santuario dei pensieri.

“Il più sguarnito museo del mondo” è quello dedicato a L’Angelo coi Baffi del pittore Luigi Poiaghi (olio su tela): un solo quadro presente nella chiesetta dei caduti è ispirato ad una poesia di Tonino Guerra, nata con l’intento di invitare a nutrire i propri desideri.

E ancora, allontanandosi di pochi chilometri, a Bascio è sorto Il Giardino pietrificato con “tappeti” di ceramica sistemati sull’erba alla base di una torre millenaria; a Sant’Agata Feltria gorgoglia la Fontana della lentezza; mentre un belvedere dal quale affacciarsi sulla valle, ricordando con un pensiero Federico Fellini e Giulietta Masina (Il campo dei nomi), è stato realizzato tra i ruderi del vicino castello di Petrella Guidi. Tutte queste opere vengono significate e racchiuse nel museo diffuso I luoghi dell’anima.