Luci dell’Est: genuinità della terra romena

Introduzione alla mostra di Dorin Mihai scritta da Paolo Rondelli

La Romania è un luogo ai più misterioso, conosciuto come terra di provenienza di molti lavoratori giunti a ovest in cerca di fortuna in anni difficili e raramente rientrati. Dietro queste persone ci sono territori spesso impervi, luoghi di economia rurale molto lontani dai comfort cittadini, dove il rapporto con la terra lavorata duramente e con scarse attrezzature plasma caratteri duri e vite prive di agi.

Terre di sovente bellissime, che caricano i propri abitanti di una luce particolare che traspare da occhi contornati di rughe, o di una calda durezza che si imprime nelle mani che hanno duramente lavorato una vita.

Gli ambiti domestici, i rituali quotidiani, la semplicità dei gesti, l’intimità dettata dalla riservatezza, sono solo alcune delle cose che Dorin Mihai documenta con il suo lavoro che lo porta a riscoprire la schiettezza dei luoghi da cui proviene e di cui mantiene le radici, seppur si trovi in un contesto differente.

E’ la luce il filo conduttore, il gioco che può creare la scoperta di un punto focale diverso nell’immagine, un elemento che l’artista vede, magari non inquadrato nei canoni della fotografia tradizionale.

Lì, dove l’imperfezione diviene perfetta perché reale e mai inopportuna, una luce si accende e ci porta a riflettere o specchiare noi stessi, figli di una società spesso patinata che quasi nega il legame con la terra che era comune grazie al lavoro dei nonni fino a pochi decenni fa.

Un invito a valutare la semplicità dei sentimenti con un tributo d’amore a una terra e a un popolo spesso conosciuti come sinonimo di atti non leciti grazie a quella attitudine sbagliata che confonde il diverso o il lontano con ciò che è sbagliato.

Dorin sottolinea con le sue immagini la bontà e il calore dei romeni ancora attaccati alla terra, quegli abitanti umili che magari non hanno mai conosciuto gli agi dei paesi occidentali e che, proprio per questo, sono indenni dai difetti che ne derivano.


Testo tratto da Luce, guida semplice, l’introduzione alla mostra di Dorin Mihai scritta da Paolo Rondelli, direttore Istituti Culturali della Repubblica di San Marino.