La resistenza del legno (le piccole eleganze oscurano le grosse ostentazioni)

Maramureș, Romania / Fotografie di Claudio Maria Lerario

In Maramureș, come nel resto della Romania, le case tradizionali di legno — famose per essere costruite con una tecnica di assemblaggio delle travi che non fa uso di chiodi — vengono sostituite, una dopo l’altra, da vistose costruzioni in cemento.

Costruite con i soldi guadagnati all’estero dagli emigranti, queste nuove abitazioni vengono erette come monumenti allo status economico raggiunto. Sembra quasi che ci sia una gara tra vicini a chi costruisce la casa più grande, appariscente, sfarzosa. E per vincere la gara si deve sempre aggiungere sempre un qualcosa, un piano, un balcone, una serie di colonne, un colore che attiri l’occhio di chi passa.

Il problema è che l’economia europea fluttua — spesso in peggio — e le entrate degli emigranti non sono stabili. E allora molte di queste case restano a metà, indefinite, spettri nel magnifico paesaggio che le circonda.

Ma qualcosa sta cambiando e sono sempre più le persone decise a proteggere il patrimonio culturale e architettonico locale che comprende le chiese dichiarate siti di interesse universale dall’Unesco, i piccoli villaggi e le casette di legno perfettamente integrate nell’ambiente circostante.