Gli amici della Romania: un racconto fotografico di Lucilla (9 anni)

Fotografie e testi di Lucilla Urbinati

Nei laboratori e nei viaggi fotografici di AlterNative Storylab i bambini sono benvenuti e, spesso, sono proprio loro che ci danno le migliori soddisfazioni. Questa storia è il frutto del lavoro di Lucilla, una bimba di 9 anni che — con la sua Polaroid e insieme ai suoi genitori — ha partecipato a un laboratorio di fotografia editoriale nel Maramureș, in Romania.


In Romania ho visto il paesaggio: verde, marrone, giallo sole, azzurro cielo, bianco neve e nuvole.

Siamo vicino ad una chiesa (una delle tante). Un sabato a messa. Molte donne anziane, soprattutto vestite di nero, ma tutte con la gonna ed il fazzoletto in testa.

Mi sembra di ricordare che questa signora tagliava il panettone. Me ne voleva dare anche una fetta, dopo che le ho regalato una foto.

Questa signora era felice anche se c’era il cielo un po’ grigiognolo.

“Lucilla: quante tombe hai visto là?”
“Una… due… tre… Ne ho viste mille!”

Il signore è stato il primo ad essere fotografato ed era felice. Dopo ho fatto una foto alla signora e anche una foto insieme. Molti abitano in case di legno.

La signora con la maglia gialla non voleva la foto, perché aveva paura di non essere molto elegante senza gonna. Invece la signora più anziana le andava bene, perché aveva tutto addosso. Ma io volevo prendere il quadro che c’è sopra di loro.

Mentre i miei genitori guardavano e fotografavano l’interno di una delle chiese Unesco, io sono un attimo uscita fuori e ho fotografato un’altra signora, e poi le ho regalato la foto.

Questa signora all’inizio sembrava un po’ stanca; noi l’abbiamo chiamata per aprire l’ingresso della chiesa che volevamo visitare. Questo è il suo primo sorriso.

Invece questa signora qui era imbronciata perché l’abbiamo tirata giù dal letto. Mentre le stavo facendo la foto era sempre un po’ nervosa perché stava parlando con gli altri, ma appena le ho mostrato la foto che le ho fatto, ha fatto un sorriso.

Domenica delle Palme. La messa in Romania è tutto un canto: canta il prete e i cori attorno. La chiesa era piena di disegni. Da fuori si vedeva che più che larga era alta. Con la mamma sono salita sulla balconata a sinistra, dove c’erano tutte le donne, mentre gli uomini stavano nel lato destro.

Mi sembra di ricordare che questo bambino si chiamasse Alex. E’ vestito con il nero e il blu. Il gilet e il cappello fanno parte dell’abbigliamento tradizionale e fra le mani un ramo di salice.

Questa foto l’ho fatta perché mi piaceva vedere allo specchio mentre facevano il pane. Questo è l’albergo dove siamo andati noi. Di mattina davano sempre molto cibo, non è che davano tipo latte e biscotti o toast, ma davano pane, affettati, uova in camicia, frittate, peperoni, pomodori, cetrioli ecc… ecc…

Questo è il momento nel quale hanno messo nel forno il pane da cuocere.

Ero convinta che questo signore romeno facesse parte della famiglia, invece era solo un autista dei Rom.

La prima bambina a sinistra pensava più alla foto. Il secondo bambino pensava a tutte e due le bambine. La bambina più a destra pensava più a scappare. Dalla macchina in arrivo dietro di loro.

Lei. Con lei mi sono divertita. Abbiamo giocato vicino alla loro casa, mentre gli altri distruggevano le macchine. Siamo anche salite in macchina e abbiamo viaggiato con dietro, nel baule, i bambini più piccoli della loro famiglia.


Foto e testi di Lucilla: niente è stato modificato. Tutte le foto sono pubblicate così come sono uscite dalla Polaroid di Lucilla, senza alcuna post-produzione. Ogni foto è stata stampata (direttamente dalla macchina fotografica) e regalata al soggetto ritratto. Tutti erano felici.