E’ nato “In quest of the just”, il nostro magazine

Inizia l’avventura. Ecco qui, con qualche giorno di ritardo sulla data annunciata (sorry!), il primo numero di In quest of the just, il magazine fotografico di AlterNative Storylab.



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Cosa c’è nel primo numero

In quest of the just #001 è interamente dedicato alla XXII edizione del Festival Internazionale di Arti Performative “Artisti in Piazza” — l’evento che si è svolto a Pennabilli nel giugno 2018 — e tutti i contenuti sono il frutto di un reportage partecipativo che abbiamo condotto insieme agli organizzatori del Festival, agli artisti che si sono esibiti e agli abitanti di Pennabilli.

Qui ci concentriamo soprattutto su cinque storie — Le Cirque Bidon, ExArt Circus, Claire Ducreux, Teatro della Tosse e Rara Woulib — perché sono quelle che più aderiscono alla missione di AlterNative Storylab: esplorare la relazione tra noi e l’Altro, tra individuo e comunità.

L’offerta del Festival era così vasta — e di qualità — che avremmo voluto inserire molte altre storie. Purtroppo, per un team piccolo come il nostro, non è stato possibile. Ringraziamo comunque tutti gli artisti che hanno partecipato e che ci hanno regalato quattro giorni di pura gioia, meraviglia e comunanza.

Nome e filosofia del magazine

In quest of the just è una pubblicazione fotografica — che prende il suo nome dalla poesia Los Justos (I Giusti / The Just) di Jorge Luis Borges.

Partendo dal lavoro sul campo di AlterNative Storylab, in ogni numero andremo alla ricerca dei (nostri) Giusti: i costruttori di comunità (consapevoli o non), chi crea unione e non divisione, chi produce dialogo e non discussione, chi si concentra sulla soluzione più che sul problema.

I Giusti

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere un’etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina, che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

— Jorge Luis Borges

Il progetto: cosa ti devi aspettare

In quest of the just è concepita come un ibrido tra una rivista e un libro: ogni numero sarà diverso: nella grafica o nello stile tipografico, con testi in italiano o in inglese oppure scritti in entrambe le lingue, monografico o con più storie apparentemente slegate tra loro, con poche o con molte pagine.

Oltre a storie e reportage dal mondo, ogni numero del magazine contiene anche suggerimenti e approfondimenti — sia tecnici che teorici — dedicati a tutti gli appassionati di fotografia documentaria e antropologia visuale.


Chi c’è dietro

Interamente curata e prodotta all’interno di AlterNative Storylab, In quest of the just è una pubblicazione che si avvale del contributo di un gruppo di persone — fotografi, giornalisti, scrittori, artisti, designer, educatori, operatori umanitari, ricercatori ed esploratori di ogni tipo — di origini, culture e opinioni diverse.

Ci lega un’idea comune: ogni immagine e ogni parola prodotta al nostro interno deve contribuire a (ri)scoprire, evocare e affermare la nostra comune umanità. Crediamo che  –  oggi più che mai, in quest’epoca di crescenti muri, confini ed egoismi  –  questo sia un atto di necessaria resistenza.


Perché dovresti iscriverti…

1. Perché In quest of the just è bella! Cosa rende “bello” un prodotto editoriale? L’idea che c’è dietro, la fotografia, la scrittura, il design? Sicuro. Ma ancora più importante, il valore di un prodotto editoriale viene attribuito da come cattura il cuore dei lettori. Lo promettiamo: ogni edizione del magazine catturerà il tuo cuore.

2. Perché, se ti piace ciò che facciamo, scegliendo di iscriverti diventerai un nostro sostenitore morale (importante: non chiediamo mai soldi). Questo — oltre a darci ulteriore forza per sviluppare progetti ideati per impattare positivamente le comunità con cui collaboriamo — ci aiuta a restare indipendenti e non legati a nessuna azienda, ente benefico o fondazione.

3. Perché entrerai a fare parte di un gruppo di individui utopisti e realisti impegnati in imprese il cui risultato non è per nulla scontato. Sai, non si tratta di essere stoici o di dimostrare di saper fare da soli: nella vita, gran parte della nostra resilienza deriva dalla qualità delle nostre relazioni umane: sono queste che danno valore al viaggio.


E’ sicuro iscriversi?

Il lavoro di AlterNative Storylab è tutto incentrato sulla costruzione di relazioni genuine con le comunità che documentiamo e con le persone che seguono i nostri progetti. Questo vale anche per la newsletter, quindi iscriviti con fiducia: niente spam, black friday, cyber monday, pubblicità nascosta o marketing mascherato… ma solo storie e idee che siamo fieri di condividere.

Naturalmente rispettiamo la normativa europea GDPR sulla tutela della privacy e puoi annullare l’iscrizione in qualsiasi momento | qui c’è il “legalese”…


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