L’Etiopia di Dialogo Silenzioso: un viaggio attraverso l’intero spettro delle emozioni umane

Testo di Nicoletta Ranieri / In alto: Claudio Maria Lerario con Samira / Fotografia di Elisa Amati

Recensione di Nicoletta Ranieri a Dialogo Silenzioso — il libro fotografico realizzato da Claudio Maria Lerario in collaborazione con Elisa Amati e Claudio Gasparotto.


Le immagini a cui accediamo attraverso Dialogo Silenzioso appartengono ad un racconto in cui la sua storia si intreccia indissolubilmente alle genti di Etiopia e che ci porta attraverso l’intero spettro delle emozioni umane: gioia, dolore, speranza, disperazione, incredulità, fede, compassione (cum-patior o sym-patheia), amore, grazia.

Ogni fotografia — stampata in un splendido bianco & nero e mirabilmente associata alle parole scelte dal coreografo Claudio Gasparotto — aggiunge un tassello a un viaggio di ricerca che non fornisce risposte ma ci spinge, con delicatezza e tenerezza, a porci domande: importanti, imbarazzanti, esaltanti.

Cosa spinge l’umanità a non rassegnarsi? Perché donne e uomini percorrono infiniti sentieri, fuori e dentro di sé, instancabilmente? Come si può rappresentare  —  nella vita di tutti i giorni  —  la parola e il gesto, la danza e il movimento, la bellezza, la forza d’animo, la sintesi di un dialogo?

In Dialogo Silenzioso il quotidiano viene così rappresentato da questi luoghi lontani e diversi. Attraverso pratiche e movimenti inequivocabili, con l’armonia di sguardi, sorrisi, imbarazzi e dolori, le immagini ci costringono a chiederci cosa si sia perso del nostro essere. Dov’è la nostra danza di bellezza?

Dopo tre decenni di vita nomade, l’Etiopia è il luogo dove forse, un giorno, potrei fermarmi. Non per sedermi ma per approfondire il viaggio… camminando in questo laboratorio perfetto per osservare il cambiamento in azione; continuando a rimanere senza fiato nella maestosità dei suoi paesaggi; scoprendo e riscoprendo le infinite diversità climatiche, biologiche e culturali. Certo, continuerei anche ad arrabbiarmi di fronte ai suoi problemi, ma sempre celebrando questo popolo fiero e capace di investire enormi quantità di energia per cercare di tirare fuori il meglio dalla propria e altrui vita. Questa, per me, è danza di bellezza — Claudio Maria Lerario

Questo è il racconto di un’umanità trasparente nel suo essere senza filtri. E’ un racconto anche scanzonato e allegro ma che non ignora le condizioni di grande difficoltà che, a volte, percorrono quei luoghi.

E’ un racconto che sempre ci sorprende con le sue aggregazioni umane stravaganti e dove l’energia della bellezza inaspettata fa sussultare e spinge via riserve e prudenze. Luoghi apparentemente trascurati anticipano orizzonti maestosi in cui la natura, magnifica, partecipa al respiro del mondo.

Ma, soprattutto, Dialogo Silenzioso è un presidio di resilienza che Claudio Maria Lerario condivide per condurci verso la magia dello splendore umano. Credo che questo suo viaggio senza fine sia un po’ anche il principio del nostro.