Acqua è tutto / Water is everything

Laboratorio di supporto a un progetto per la prevenzione del rischio di siccità nel sud dell'Etiopia

Acqua è tutto / Water is everything è il risultato di un laboratorio di fotografia documentaria e di progettazione editoriale dedicato ai membri delle organizzazioni coinvolte in un progetto per la prevenzione del rischio di siccità nella regione SNNPR (Southern Nations Nationalities People Region), in Etiopia.

Il progetto — sostenuto dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo, coordinato da Cooperazione Internazionale Sud Sud (CISS) e realizzato da Progetto Continenti — prevedeva la costruzione di sistemi per la raccolta di acqua piovana, interventi di sensibilizzazione e corsi di formazione per le comunità interessate.

Durante il laboratorio è stato prodotto un dettagliato resoconto fotografico, un libro e tutto il materiale informativo necessario per la sostenibilità del progetto.


Obiettivi del progetto

Bisognava dare una risposta ai bisogni riscontrati tra le comunità rurali dei villaggi delle Woreda di Konso-Karat e Wondogenet, zone dove gli effetti dei cambiamenti climatici in atto sono particolarmente sentiti e dove il diritto all’accesso a fonti di acqua sicure non era garantito.

Con le opere realizzate sono aumentate le capacità di accesso alle risorse idriche nei villaggi più marginali dei due distretti, introducendo sistemi di raccolta e conservazione dell’acqua piovana in territori che sono particolarmente vulnerabili all’alternarsi di periodi di prolungata siccità con altri caratterizzati da eventi atmosferici estremamente violenti.

Ph. Claudio Maria Lerario – AlterNative Storylab

Coinvolgimento delle comunità

Tutte le fasi della realizzazione del progetto hanno visto una forte partecipazione delle comunità interessate. Il loro diretto coinvolgimento è stato fondamentale per superare le difficoltà logistiche incontrate in molti siti.

Sia a Konso che a Wondogenet le particolari caratteristiche del territorio spesso presentavano strade inaccessibili, pendenze impossibili da affrontare con i normali mezzi da trasporto, impossibilità di usare attrezzature meccaniche, necessità di trasportare manualmente o a dorso d’asino grosse quantità di materiali.

Ph. Claudio Maria Lerario – AlterNative Storylab

Per le scuole

Per le scuole sono state costruite impianti di accumulo di acqua piovana in pietra e cemento — dalla capacità di 30 metri cubi l’uno per un totale di 16 scuole e 480.000 litri di acqua — per rispondere al fabbisogno di una popolazione studentesca in forte crescita demografica e per contribuire a prevenire fenomeni di dispersione scolastica.

In totale sono stati serviti sedici complessi scolastici localizzati nei due distretti. Dopo l’intervento, oltre 12.000 studenti, appartenenti sia a scuole primarie che secondarie, hanno migliorato le proprie condizioni di vita e di studio.

Ph. Claudio Maria Lerario – AlterNative Storylab

Presidi sanitari

In 30 presidi sanitari sono stati installati sistemi di raccolta di acqua piovana realizzati in plastica –dalla capacità di 5 metri cubi l’una per un totale di 150.000 litri di acqua — per innalzare la qualità dei servizi offerti e per migliorare le condizioni igienico-sanitarie dei pazienti ospitati presso tali strutture.

Adesso, in ogni centro, circa 1.000 pazienti — soprattutto donne, bambini e neonati — possono godere del miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie, anche grazie alla contestuale formazione degli operatori sanitari in materia.

Ph. Claudio Maria Lerario – AlterNative Storylab

Per la comunità

Per la comunità è stata rafforzata la capacità dei gruppi locali di auto-gestione degli impianti installati e la loro sensibilità verso i temi della gestione sostenibile delle risorse naturali e della cura dell’igiene e salute.

E’ stato anche creato un Comitato Wash in ciascuna delle scuole oggetto di intervento. Il loro ruolo — attraverso il lavoro dei Comitati per l’Igiene e la Gestione delle Risorse Idriche — è quello di aumentare la consapevolezza degli operatori locali sull’importanza della conservazione, recupero e riutilizzo della risorsa acqua a beneficio della comunità.

Ph. Claudio Maria Lerario – AlterNative Storylab

Per l’ambiente

In ogni presidio sono stati creati dei Club Ambientali che sono impegnati nella cura di orti nelle scuole. Il loro lavoro contribuisce a contrastare l’erosione del suolo e a favorire la produzione agro-forestale. Per questo una parte delle risorse idriche aggiuntive raccolte viene destinata all’irrigazione dei terreni circostanti gli edifici scolastici.

I Club sono inoltre impegnati in campagne di educazione ambientale in grado di raggiungere e sensibilizzare oltre 16.000 persone in tutti i distretti interessati.

Ph. Claudio Maria Lerario – AlterNative Storylab

Formazione

  • Numero totale delle persone che hanno ricevuto interventi di formazione: 267 di cui 87 donne
  • comitati Wash: 93 persone di cui 24 donne;
  • protezione ambientale: 20 persone di cui 12 donne;
  • igiene e sanità: 45 infermieri di cui 29 donne;
  • personale governativo: 58 persone di cui 21 donne;
  • insegnanti: 51 persone di cui 7 donne.

Ph. Elisa Amati – AlterNative Storylab

Cosa succede quando l’acqua non c’è

Quando l’acqua e l’igiene scarseggiano. Bambini e neonati sono le vittime più indifese delle infezioni veicolate dall’acqua impura e dalla scarsa igiene ambientale: il 16% della mortalità infantile globale è provocata dalla diarrea, una malattia che in Occidente è curata con tale facilità da essere ritenuta un semplice “incidente”.

30.000 persone muoiono ogni settimana per cause legate alla mancanza di acqua sicura; il 90% di essi sono bambini sotto i cinque anni. E sono ben 400 milioni i bambini in età scolare che, nel mondo, ogni anno si ammalano per colpa di parassiti intestinali, le cui conseguenze possono persino arrecare ritardi nello sviluppo cognitivo.

Ph. Claudio Maria Lerario – AlterNative Storylab

Quando l’acqua è lontana, le bambine sono costrette ad abbandonare la scuola per andare a raccoglierla, mentre le donne sono vincolate a una corvée quotidiana che diventa una vera e propria discriminazione di genere: in Africa la ricerca dell’acqua ricade per l’81% sulle spalle di donne e bambine.

La carenza di fonti idriche adeguate ha anche costi esorbitanti che debilitano le già fragili economie dei Paesi in via di sviluppo. È stato calcolato che, solo in Africa, le persone usano 40 miliardi di ore/anno per la ricerca di acqua: tempo che potrebbe essere usato per lavorare, studiare o, semplicemente, stare con la propria famiglia.

Ph. Elisa Amati – AlterNative Storylab

I numeri dell’acqua nel mondo

  • 884 milioni di persone non hanno accesso ad acqua pulita;
  • tra le persone senza accesso ad acqua pulita, 8 su 10 vivono in aree rurali;
  • il fabbisogno minimo giornaliero di acqua pulita per bere, cucinare e lavarsi è pari a 20-50 litri per persona;
  • nei Paesi in via di sviluppo ogni persona in media consuma 10 litri di acqua al giorno per bere, cucinare e lavarsi;
  • in Europa ogni persona consuma in media 200 litri di acqua al giorno per bere, cucinare e lavarsi;
  • in Nord America ogni persona consuma in media 400 litri di acqua al giorno per bere, cucinare e lavarsi;
  • 2,6 miliardi di persone non hanno accesso ad adeguate misure igieniche;
  • ogni anno 1,4 milioni di bambini, uno ogni 20 secondi, muoiono per la diarrea causata da acqua contaminata e dall’assenza di misure igieniche adeguate;
  • la diarrea è la principale causa di malattia e di morte e l’88% dei decessi per diarrea sono legati alla mancanza di servizi igienici e di acqua pulita per bere e lavarsi;
  • ogni anno si perdono 443 milioni di giorni di scuola per malattie legate all’utilizzo di acqua contaminata.

Ph. Claudio Maria Lerario – AlterNative Storylab

I numeri dell’acqua in Africa

  • Nell’Africa Subsahariana più del 40% della popolazione non ha accesso ad acqua pulita;
  • il 37% delle persone che nel mondo non hanno accesso ad acqua pulita vive in Africa Subsahariana;
  • nell’Africa rurale in media ogni famiglia spende il 26% del proprio tempo per andare a prendere acqua, un compito che tocca quasi sempre alle donne;
  • in media il peso dell’acqua che ogni donna africana trasporta ogni giorno è pari a 20 chili;
  • al ritmo di progresso attuale, l’Obiettivo del Millennio che punta a dimezzare entro il 2015 il numero delle persone senza accesso ad adeguate misure igieniche nell’Africa Subsahariana sarà raggiunto solo tra 200 anni;
  • negli ultimi 10 anni gli aiuti per la salute e la lotta all’Hiv/Aids nell’Africa Subsahariana sono cresciuti di quasi il 500%, mentre l’incremento di quelli destinati alle infrastrutture idriche e alle misure igieniche è stato pari soltanto al 79%;
  • nell’Africa Subsahariana le cure per la diarrea assorbono il 12% del budget sanitario e ogni giorno più della metà dei posti letto ospedalieri sono occupati da pazienti affetti da malattie di origine fecale.

Ph. Claudio Maria Lerario – AlterNative Storylab

Cosa succede quando l’acqua c’è

Nei Paesi in via di sviluppo l’accesso a fonti di acqua sicura e pulita è un formidabile catalizzatore per avviare una reazione a catena in grado di ridurre la mortalità e di eliminare un gran numero di malattie.

Cibo. Quando l’acqua sicura e pulita arriva in una comunità gli abitanti possono spesso sfruttare la nuova risorsa anche per avviare la coltivazione di orti adiacenti alla propria abitazione e per curare meglio gli animali domestici.

Questo garantisce più cibo e una migliore alimentazione per tutti i membri della famiglia e, a cascata, per l’intera comunità coinvolta. È infatti provato che comunità auto-sufficienti dal punto di vista alimentare sono meno vulnerabili in caso di siccità e carestie, meno colpite da conflitti e meno dipendenti da servizi o disservizi governativi.

Ph. Claudio Maria Lerario – AlterNative Storylab

Economia e sviluppo. Garantire risorse idriche sicure e adeguate ha un costo sorprendentemente basso e trasforma in meglio la vita delle comunità per molte generazioni a venire.

Ogni dollaro investito per garantire l’accesso a fonti di acqua pulita e sicura e per migliorare le condizioni igienico-sanitarie, a seconda delle condizioni locali, ha un ritorno compreso tra i quattro e i dodici dollari per l’economia della comunità coinvolta.

Ph. Claudio Maria Lerario – AlterNative Storylab

Liberta e diritti delle donne. Insieme ai bambini, le donne di ogni età sono le principali beneficiarie dei progetti che portano fonti di acqua sicura e pulita in una comunità. Non devono più camminare per ore alla ricerca di acqua potabile, sono meno soggette a malattie, sono più tutelate dai rischi di assalti e violenza sessuale.

Hanno più tempo per se stesse, per lo studio, per cercare migliori fonti di reddito o per prendersi cura della propria famiglia. Inoltre partecipare alle attività dei Comitati WASH e dei Club ambientali, spesso rappresenta per loro la prima occasione di ricoprire un ruolo di responsabilità all’interno della comunità.

Ph. Claudio Maria Lerario – AlterNative Storylab

Educazione e opportunità. Le bambine non sono più obbligate a usare la maggior parte del tempo per aiutare la famiglia nella ricerca di acqua pulita. Ora hanno finalmente la possibilità di dedicarsi con più impegno alla scuola, per sviluppare i propri talenti e per inseguire sogni e aspirazioni.

Molte di loro porteranno a termine l’intero ciclo di studio e diventeranno medici, infermiere, maestre, ingegneri, avvocati, imprenditrici. In futuro creeranno nuove opportunità per se stesse, per la propria famiglia e per l’intera comunità. Queste ragazze saranno il volano per uno sviluppo in grado di portare migliori condizioni di vita per tutti.

Acqua è tutto.